Dopo i risultati delle presidenziali francesi, l’obbligazionario scambia in un contesto di calma. Lo conferma lo spread tra i Btp e i Bund che sul tratto decennale tratta a 185,581, rimanendo sui livelli simili di fine settimana scorsa. Le preoccupazioni degli investitori sono minori poiché gli analisti sotengono che l’eventuale riduzione del Qe da parte della Bce non può causare una pressione sulle vendite di portata così elevata come durante la crisi economica del 2011/2012. La sessione di oggi vede i tassi sui decennali tedeschi in salita rispetto alla chiusura di venerdì passando da 0.39% al 4,17%. In parallelo tratta l’obbligazionario italiano a dieci anni che vede tassi in rialzo dal 2,25% al 2,26%. Il focus di oggi è sull’undicesima edizione del Btp Italia indicizzato all’inflazione che ha aperto oggi la sottoscrizione per il comporto retail e il cui termine sarà previsto per questo mercoledì. Dato il discreto successo avuto sino a questo pomeriggio, la responsabile della gestione del debito pubblico Maria Cannata non esclude la possibilità di una chiusura anticipata. Il Tesoro effettuerà un’ulteriore emissione di Btp Italia il prossimo autunno, in concomitanza con il maxi-rimborso del titolo emesso nel 2013. Sul fronte macroeconomico, rilevanti sono i dati pubblicati questo lunedì mattina dalla Federal Reserve Bank di New York, l’indice manifatturiero del NY Empire State segnala un peggioramento del settore, in netto contrasto con le previsioni di consesus del mercato che indicavano miglioramenti rispetto ai valori precedenti. Anche i dati statistici sul settore manifatturiero cinesi sono deludenti: la produzione industriale passa da 7,6% a 6,5%. L’economia cinese sta arretrando dopo lo straordinario inizio dell’anno. (riproduzione riservata)