Dopo la pubblicazione dei dati macro relativi tasso inflazionistico dell’Eurozona e dopo il conferimento dell’incarico esplorativo per la formazione del nuovo esecutivo al presidente del Senato, Elisabetta Casellati, il differenziale Btp/ Bund tratta attorno ai 120 punti. I rendimenti del Treasury americano sono di 2,83% con +0,13% in giornata, e i rendimenti del Bund tedesco sono di 0,52% con +2,56%.
Nell’Eurozona l’indice dei prezzi al consumo nel mese di marzo, è aumentato dell’1,3% a/a al di sotto delle aspettative degli economisti (1,4% a/a). In linea l’aumento dell’IPC core dell’1,4% m/m e dell’1% a/a. Anna Maria Grimaldi, senior Economist della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, afferma che i dati macro hanno sorpreso in modo negativo, causa di un rallentamento fisiologico degli indicatori ciclici, e perciò non si intravede l’urgenza di effettuare modifiche sulla politica monetaria. Inoltre l’esperta dichiara che probabilmente l’istituto di Francoforte annuncerà nei prossimi mesi l’interruzione del QE a fine 2018 dato che il rischio di deflazione è rientrato, infatti anche nel momento in cui i dati macro non daranno segnali positivi, la Bce dovrebbe comunque interrompere il QE e mantenere la stessa politica per la guidance sui tassi più a lungo.
I mercati sembrano aver ignorato la scelta di Casellati, uno strategist di MF-Dowjones afferma "il mercato si attende che il mandato esplorativo a Casellati non porti a nulla", in quanto nella storia mai nessun incarico del genere ha portato alla formazione di un governo. Una vera reazione da parte del mercato obbligazionario dovrebbe arrivare col conferimento di un pre-incarico ad una figura politica. I rendimenti delle obbligazioni decennali italiane sono di 1,71% con una variazione del -2,62%.