Durante la seduta di oggi il differenziale Btp/Bund tratta oscillando attorno ai 118 punti base rispetto alla chiusura di due giorni fa a 122.
Nonostante la richiesta di Luigi di Maio sia stata quella di tornare subito al voto, il differenziale è tornato a contrarsi, ma come affermano gli analisti di Commerzbank, la situazione è sempre incerta, perciò gli investitori dovranno restare sempre vigili in quanto lo scenario che si può presentare è proprio quello relativo alle nuove urne, mostrando cosi il motivo dell’atteggiamento difensivo della banca tedesca sull’obbligazionario italiano nel breve periodo. I rendimenti del titolo decennale italiano sono di 1,77% con una variazione giornaliera del -0,95% mentre i rendimenti del Bund tedesco sono di 0,58% con un incremento del 3,58% di giornata. Si segnalano infine i rendimenti del Treasury americano a 2,97% con un incremento giornaliero dello 0,19%.
Gli esperti di Amundi Asset Managment dichiarano che l’atteggiamento della Bce è accomodante e mira a confermare la visione di consenso, attendendo una progressiva riduzione del programma di acquisizione di attività e di rialzo dei tassi a partire dal secondo trimestre del prossimo 2019.
Sul fronte macro sono arrivati i primi segnali di rallentamento dell’economia, l’indice Pmi manifatturiero dell’eurozona, elaborato da Ihs Markit, si è attestato a 56.2 punti in calo rispetto a marzo, 56.6 , ma superiore al consenso fissato a 56 punti.
Il Pil dell’eurozona secondo una lettura preliminare è aumentato dello 0,4% nel corso di questo trimestre e del 2,5% a livello annuale, leggermente inferiori rispetto al consenso degli economisti, le aspettative erano dello 0,5% trimestrale e 2,6% annuale.
Nell’ultimo trimestre dello scorso anno il Pil era cresciuto dello 0,6% e 2,7% a/a.