Giornata euforica sui mercati grazie alla vittoria del centrista Macron nel primo turno delle presidenziali francesi, con il comparto obbligazionario che vede diminuire i rischi in vista delle aste settimanali dei titoli di stato. Macron (23,8%) ha sopravanzato Le Pen (21,5%) di circa 800 mila voti e per il secondo turno ha ricevuto l’appoggio sia dal repubblicano Fillon che dal socialista Hamon, con i sondaggi che al ballottaggio assegnano un enorme vantaggio al centrista (63%) sulla nazionalista (37%). Per questo, i mercati stanno scontando la più che probabile vittoria di Macron su Le Pen al prossimo turno, indicando come i rischi siano improvvisamente diminuiti: fra i decennali, prevalgono pesanti vendite sui bond core, come Bund (tasso allo 0,343%, +9 pb) e T-bond (2,286, +5 pb) e forti acquisti sui titoli europei periferici, fra cui Oat (rendimento allo 0,78%. -9,6 pb) e Btp (2,203%, -7 pb). Gli spread dell’Eurozona crollano ai livelli di gennaio, con il differenziale Bund/Btp a 186 punti (-16 pb) e il Bund/Oat a 50 (-19). Il trend odierno è generato dalla scomposizione delle posizioni di copertura aperte prima delle elezioni, dirigendo i flussi verso gli asset più rischiosi, finora frenati dalle incertezze e dai timori per il populismo. Oltretutto, l’intera Europa è sottopesata dai grandi gestori globali, perciò nel prossimo futuro parte dei flussi potrebbe riversarsi da Usa ed Asia al Vecchio Continente, portando acquisti sui bond periferici poiché i rischi futuri sembrano essere inferiori rispetto a quelli passati (politiche Bce bloccate, elezioni tedesche scontate ed inglesi poco rilevanti). Infine, attenzione all’Italia: il downgrade di Fitch, oggi irrilevante, potrebbe pesare sulla riuscita dell’asta di Btp di metà settimana. (riproduzione riservata)