Il mercato obbligazionario si mantiene poco mosso, come previsto ieri, in attesa degli importanti appuntamenti di politica monetaria della settimana. Nel contempo, ritorna l’incertezza relativa alle elezioni francesi, da cui deriva un allargamento del differenziale fra Bund e Oat di quasi tre punti, che è ancora più ampio nel caso dello spread con i Btp, che tocca i 187 basis points (+ 6 rispetto a ieri), restituendo l’ormai appurata sensazione che i titoli governativi italiani siano maggiormente correlati ai bond francesi rispetto che a quelli tedeschi. Infatti, le incertezze derivanti dalla politica francese, passate in secondo piano nell’ultimo mese, sembrano ritornare in seguito alle dichiarazioni degli esponenti del partito repubblicano. Chi sperava in un passo indietro di Fillon è rimasto deluso: il partito ha deciso di continuare ad appoggiare la sua candidatura, nonostante i sondaggi siano impietosi, relegandolo a circa dieci punti dai due favoriti. Altresì, i mercati avrebbero favorevolmente accolto la sostituzione di Fillon con l’ex-premier Juppé, che ha però ribadito di non volersi candidare. In realtà, l’inquietudine registrata sui mercati sembra eccessiva poiché Macron continua a recuperare sull’anti europeista Le Pen, ora rispettivamente al 25% e al 26%, e comunque la vittoria del centrista al secondo turno non è mai stata in discussione. Meriterebbe più apprensione il risultato atteso per il 15 marzo relativo alle elezioni olandesi, dove il partito nazionalista Pvv mantiene la testa nei sondaggi. Tuttavia, per quanto l’ottenimento di posti di rilievo nel futuro governo sia una chimera, il successo di un partito nazionalista potrebbe riflettersi sulla politica degli altri stati dell’Ue ed in particolare sulle successive elezioni francesi. (riproduzione riservata)