Gli investitori si stanno rifugiando nel Bund, con il costo di finanziamento del decennale tedesco che tratta in discesa a -0,72%, a causa dell’avversione al rischio che sta colpendo i mercati, data dai timori di un probabile impatto del coronavirus sull’economia mondiale. In questo momento il driver principale è l’emotività, nonostante gli operatori siano consci che le misure messe in atto dai governi siano quelle giuste.
L’immobilismo della Banca Centrale Europea intensifica le paure, anche se gli esperti sottolineano che la BCE non abbia molto spazio per tagliare i tassi d’interesse, poiché un’ulteriore discesa del tasso sui depositi danneggerebbe un business bancario non in perfette condizioni di salute. Per questo motivo, si aspettano un allentamento quantitativo, che porterebbe benefici al sistema bancario e migliorerebbe la trasmissione della posizione monetaria. Sul fronte italiano, il mercato potrebbe prezzare l’aumento dell’ammontare del programma di acquisti, dando così un supporto immediato al BTP. Lo spread, infatti, si attesta a 180 punti base, dopo aver toccato anche quota 190 durante la giornata.
Anche negli Stati Uniti si assiste una corsa verso i beni rifugio, con il rendimento del Treasury che tratta in ribasso per la dodicesima settimana consecutiva, in area 0,70%. È la striscia negativa più lunga di sempre.
Dal punto di vista macro, Bank of America prevede una discesa dell’indice Pmi composito europeo a quota 46 punti, in caso di uno scenario ribassista. Sarebbe un livello toccato durante la recessione 2011-2013. Sul Pil, affermano che le proiezioni di crescita sono al ribasso, a causa delle misure intentate per bloccare la diffusione del virus.