Il principale driver del mercato, in questo momento, è senza dubbio l’accelerazione del coronavirus al di fuori della Cina, che sta spingendo gli operatori a propendere maggiormente verso asset poco rischiosi. L’aumento dei casi ha, infatti, portato ad una crescita degli acquisti dei titoli di Stato, che trattano tutti con tassi in calo. Il tasso di finanziamento del Bund tedesco tratta a -0,48%.
Gli strategist di Unicredit sostengono che in questi giorni i mercati saranno condizionati principalmente dall’impatto economico del virus, senza dimenticare la diffusione dei dati riguardanti gli indici di fiducia delle imprese di Germania, Francia e Italia, oltre i sondaggi di produzione regionale Usa.
Gli esperti commentano dicendo che questo evento esogeno coglie i mercati in un momento di multipli elevati e alta euforia, non rendendo semplice l’intervento della politica monetaria a supporto dell’economia. Da Jp Morgan ritengono che l’effetto potenziale di lunga durata possa essere disinnescato, ma mantengono un atteggiamento guardingo in attesa di capire se il rallentamento da coronavirus sarà seguito da una ripresa immediata o da una con uno sfasamento temporale.
Dal punto di vista macro, l’indice Ifo sulle aspettative delle imprese in Germania è risultato sopra le stime di consenso, attestandosi a 96,1 punti. C’è da sottolineare che il dato non include gli ultimi sviluppi in Italia.
I Btp vanno in controtendenza con il mercato, data la situazione registratasi negli ultimi giorni. Rendono, in rialzo, lo 0,964%, mentre lo spread con il Bund è in allargamento a 144,4 punti base. Gli economisti riferiscono che uno scenario recessivo sia una possibilità realtà, dato che l’economia italiana è la più debole dell’Eurozona.