Il mercato obbligazionario italiano registra, questo martedì, una seduta debole. Il tasso decennale italiano è in rialzo al 2,018%, dall’1,968% di ieri, allontanandosi così dal minimo da fine giugno toccato lo scorso giovedì dopo la conferenza di Mario Draghi. Anche il tasso dei Bund a dieci anni è in aumento allo 0,399%, dallo 0,336% della precedente chiusura, sulla scia rialzista dei Treasury Usa, con gli investitori meno attratti dai titoli rifugio, in mancanza di nuove minacce nordcoreane. Infatti, il rendimento decennale statunitense sale al 2,1690%, dal 2,1253% di apertura. Per quanto riguarda lo spread Btp/Bund sul tratto decennale, questo martedì tratta in lieve contrazione a 161,57 pb. In giornata, è intervenuto il vice Presidente della Bce, Vitor Constancio. Nel suo discorso, il numero due di Francoforte ha ribadito le difficoltà incontrate dalla Bce nel dare un’accelerazione ai prezzi. Egli afferma che un “sufficiente grado di accomodamento monetario” dev’essere mantenuto, per raggiungere l’inflazione target del 2%. Pesa, in questo contesto, anche la forza della moneta unica, come già sottolineato la scorsa settimana da Draghi, che ha indicato l’apprezzamento dell’euro come un potenziale fattore di rischio per la crescita. Constancio ha aggiunto che il Qe al ritmo attuale di 60 miliardi al mese continuerà fino dicembre 2017 e, se necessario, anche oltre. Inoltre, è probabile che i tassi restino fermi ai livelli correnti a lungo. Nel frattempo, lo spread Btp/Bonos decennali è in calo, ai minimi da maggio, per le tensioni inerenti il referendum indipendentista della Catalogna. Sul fronte del primario italiano, il Tesoro ha collocato 6,5 miliardi di Bot 12 mesi, allo -0,326%, massimo da maggio. Domani sono attese le aste a medio lungo termine. (riproduzione riservata)