Spread in allargamento a 240,45 punti (+7,75) dopo che la produzione industriale italiana ha registrato a Marzo il crollo peggiore dall’inizio della serie storica, con l’indice della produzione annuale sceso del 29,3% e l’indice destagionalizzato a -28,4% rispetto al 2019.
Tanti gli argomenti che stanno tenendo banco in questi giorni sui mercati: venerdì Moody’s e Dbrs hanno confermato il loro giudizio sull’Italia, con la seconda che ha adeguato il trend da stabile a negativo. Tale scelta, secondo gli analisti, dovrebbe avere solo un piccolo impatto sul sentiment degli investitori e anzi, il fatto che Moody’s abbia rinviato il giudizio dovrebbe contribuire a ridurre l’incertezza sul mercato nel breve termine.
Forte attesa per le prime emissioni di titoli di Maggio; la prima, in programma domani, riguarda i BOT a 12 mesi per un totale di circa 7 miliardi di euro e i BOT flessibili a 153 giorni per un valore di 3,5 miliardi di euro.
Continuano gli scontri BCE-Corte tedesca, con la Commissione EU che sta valutando la possibilità di attivare la procedura d’infrazione nei confronti di quest’ultima, come annunciato da Ursula Von der Leyen. Nel frattempo, la BCE avanza dritta per la sua strada e, secondo alcuni esperti, starebbe valutando la possibilità di acquistare “junk” bond.
Capitolo MES: l’Eurogruppo ha raggiunto venerdì un accordo sulla linea di credito che consentirà agli stati di ricevere fondi da utilizzare per spese mediche fino ad un massimo del 2% del proprio PIL e con un costo pari allo 0,1%. Qualora i costi di finanziamento dovessero salire, afferma il direttore generale Klaus Regling, potrebbe salire anche il costo stesso del MES, ad oggi molto basso per l’ottimo rating (tripla A) del Fondo Salva-stati.