Chiusura di settimana all’insegna della cautela sul mercato obbligazionario con il tasso di rendimento del Bund decennale che tratta sui livelli di chiusura di ieri allo 0,07%, ancora una volta vicino alla barriera dello 0%. Il forte rialzo registrato dai future legati al Bund tedesco, considerato dagli investitori come il bene rifugio per eccellenza, è stato causato, oltre che dall’annuncio di una politica accomodante della Bce, dal riacutizzarsi dei timori legati a un rallentamento globale superiore alle attese. Il sentiment del mercato, infatti, appesantito già dalle continue preoccupazioni legate al rallentamento cinese e da un accordo commerciale tra Washington e Pechino che tarda ad arrivare, è calato ulteriormente dopo l’annuncio della Banca centrale europea di una revisione al ribasso delle stime di crescita per l'Eurozona nel 2019, portate dall'1,7% all'1%, e di quelle legate all’inflazione, in calo all'1,2% rispetto all'1,6% previsto tre mesi fa e ben al di sotto del mandato dell'Istituto di Francoforte, vicino al 2%. Tramite l’annuncio del nuovo Tltro e la decisione di mantenere invariati i tassi di interesse almeno fino alla fine del 2019, sommati all’aumento dell’occupazione e dei salari, la Bce si aspetta un miglioramento delle condizioni economiche dell'Eurozona e questo conferma l'ipotesi di un primo rialzo dei tassi d'interesse nel primo semestre del 2020. In conclusione, il differenziale tra Btp e Bund chiude la seduta poco variato a 242,501 punti base, con lo scontro sulla Tav tra Lega e Movimento 5 Stelle che non ha inciso particolarmente sulle dinamiche di mercato; le incertezze politiche legate al Governo italiano sono, infatti, già ampiamente scontate dagli investitori.