Seduta stabile per il mercato obbligazionario italiano con gli investitori in attesa del verdetto di Moody's che si esprimerà stasera, a mercati chiusi, sul rating dell'Italia. Le previsioni degli analisti non si aspettano particolari sorprese visto che la società di rating aveva già declassato il merito creditizio del Bel Paese al livello Baa3, un notch sopra il non-investment grade, il 19 ottobre scorso, assegnando un outlook stabile. Molto più probabile è invece un taglio delle previsioni sulla crescita del Pil dell'Italia per il 2019 allo 0% circa, dall'1,3% di ottobre. Inoltre l'agenzia di rating dovrebbe alzare le stime sul deficit di bilancio e sul debito pubblico, soprattutto dopo che l'Istat ha registrato un aumento del rapporto debito/Pil al 132,1% nel 2018, dal 131,3% dell'anno precedente. Infine Moody's evidenzierà il rischio elevato di elezioni anticipate, fattore che resterà un ostacolo alla discesa dei rendimenti dei titoli di Stato italiani. Nel frattempo, il rendimento del Bund decennale continua a trattare su livelli molto bassi, vicino allo 0,09%. Il sentiment del mercato, infatti, dopo essersi risollevato grazie al Parlamento britannico che ha approvato ieri la mozione per richiedere un'estensione dell'Articolo 50 almeno fino a fine giugno, è di nuovo calato, a seguito dei dati macroeconomici contrastati delle principali economie globali. A pesare principalmente sulla fiducia degli investitori, è stata la contrazione della produzione manifatturiera registrata negli Stati Uniti a febbraio per il secondo mese consecutivo.
In conclusione, lo spread Btp/Bund chiude poco mosso a 240,849 punti base rispetto ai 240,828 pb della chiusura di ieri.