I titoli di Stato dell'Eurozona chiudono la seduta con tassi in leggero calo mentre il differenziale tra i decennali italiani e quelli tedeschi si attesta a 248,259 punti base, in calo rispetto ai 252,802 pb della chiusura di ieri nonostante il pesante taglio delle stime di crescita per l'Italia da parte dell'Ocse. L'organizzazione con sede a Parigi prevede ora una recessione per il nostro Paese nel 2019, con le proiezioni sul Pil nel 2019 che sono state tagliate al -0,2% a/a rispetto allo 0,9% a/a stimato a novembre. Si tratta della revisione più significativa tra i Paesi sviluppati e il Bel Paese risulta essere l'unico Stato dell'Eurozona visto in recessione. Anche le stime sul 2020 sono state ritoccate al ribasso allo 0,5% a/a.
Nel complesso gli investitori hanno mantenuto un atteggiamento prudente in vista della riunione della Bce di domani. La Banca centrale europea dovrebbe tagliare sensibilmente le stime di crescita dell'Eurozona per il 2019, mettendo in pausa il percorso di normalizzazione della politica monetaria a favore di un approccio cauto e osservatore, in linea con l’atteggiamento intrapreso dalla Fed.
Gli analisti si aspettano che il presidente della Bce, Mario Draghi, preannunci una nuova operazione di rifinanziamento a lungo termine. I titoli e l'economia italiana sarebbero quelli influenzati più positivamente dal ritorno della misura di finanziamento bancario dell'istituto di Francoforte.L'intensificarsi delle voci di un nuovo Tltro hanno, infatti, generato la contrazione odierna dello spread Btp/Bund. L'Istituto, inoltre, rivedrà al ribasso anche le stime sull'inflazione, considerato che lo scorso mese l'inflazione core nell'Eurozona si è attestata solo all'1%, lontano dal target previsto al 2%.