Il mercato obbligazionario italiano registra, questo martedì, una seduta in frazionale calo, ricalcando l’andamento del resto dell’Eurozona. Il focus della giornata odierna è l’assemblea del parlamento catalano, prevista per le ore 18, durante la quale il leader indipendentista Puigdemont dovrebbe illustrare come intende applicare il risultato delle referendum. Il rischio è che il partito indipendentista catalano decida di procedere con una dichiarazione unilaterale d’indipendenza. Di conseguenza, il governo di Madrid non avrebbe altra opzione che applicare l’articolo 155, che porterebbe l’intera Catalogna sotto il controllo delle autorità nazionali. Tuttavia, secondo gli esperti, Puigdemont procederà solo con una dichiarazione informale di indipendenza, un atto simbolico, che permette di lasciare la porta aperta al dialogo. Infatti, il mancato allargamento del consenso potrebbe indurre gli indipendentisti a rinviare passi irrevocabili, come quello di una formale dichiarazione unilaterale di indipendenza. Il fatto che, comunque, l’obbligazionario europeo non abbia reagito in maniera scomposta alle vicende catalane dimostra l’effetto “incredibilmente smorzante” della Bce e del suo programma di Qe. Se la Catalogna dichiarasse l’indipendenza, la volatilità sul mercato potrebbe però aumentare. Nel frattempo, il tasso decennale italiano sale al 2,130%, dal 2,119% di apertura, mentre il corrispondente benchmark tedesco è in lieve rialzo allo 0,445%, dallo 0,444% della scorsa chiusura. Lo spread Btp/Bund sul tratto decennale scambia poco mosso a 168,19 pb. Sul fronte macro, solido dato della produzione industriale italiana di agosto, superiore alle attese su base sia mensile (+1,2%, anziché +0,1%) che annua (+5,7%, invece di +2,8%). (riproduzione riservata)