Obbligazionario italiano positivo, questo mercoledì, in una seduta segnata dalla pubblicazione dell’inflazione Usa: il dato core è salito dello 0,3% m/m e dell’1,8% a/a, superando il consenso che era dello 0,2% e dell’1,7% rispettivamente. In risalita il rendimento del Treasury a 10 anni al 2,8857% dal 2,8294 di ieri, poiché i dati odierni potrebbero spingere la Fed ad aumentare i tassi più velocemente. Il decennale italiano si attesta al 2,057%, in calo dal 2,085% dell’ultima chiusura. Il corrispondente benchmark tedesco rende lo 0,755%, in lieve aumento dallo 0,750% del finale di seduta. Spread Btp/Bund sul tratto decennale in contrazione a 130,05 punti base dai 132,76 di ieri. Per gli esperti, i differenziali dei periferici rispetto a Berlino, dovrebbero espandersi nel primo trimestre, per poi restringersi a partire dal secondo. Il mercato approfitta della conclusione delle aste di metà mese: volumi comunque modesti, anche se nelle ultime giornate si è visto un leggero incremento legato all’aumento della volatilità. Chi ha voluto alleggerirsi sull’Italia in scia alle recenti turbolenze lo ha fatto vendendo azioni, soprattutto delle banche, piuttosto che titoli di Stato. Sul fronte macro, il Pil italiano è cresciuto dell’1,5% nel 2017, livello record dal 2010. Secondo gli analisti, in vista del 4 marzo, un Parlamento senza maggioranza potrebbe portare a una continuità con le politiche attuali, mentre la vittoria del centrodestra innescherebbe una ripresa ciclica generata dallo stimolo fiscale. La Germania ha collocato 1,273 mld di trentennali e il Portogallo 1,25 mld di Ot al 2022 e 2028. Domani sarà la volta di Spagna e Francia, con un’offerta a medio-lungo complessiva fino a 15 mld, compresi gli indicizzati. (riproduzione riservata)