L’obbligazionario italiano scambia in territorio positivo, questo giovedì, in linea con gli altri titoli della zona euro, sostenuto dai dati sull’inflazione di novembre, più deboli del previsto, che mettono pressione sulla Bce. Il tasso decennale italiano cala all’1,748% dall’1,792% dell’ultima chiusura. Il rendimento del Bund a dieci anni si attesta a 0,368%, in discesa dallo 0,385% del finale di seduta di ieri. Lo spread Btp/Bund sul tratto decennale risulta in contrazione a 137,14 punti base dai 141 della precedente chiusura, avvicinandosi ai minimi di novembre. La pubblicazione dell’inflazione preliminare di novembre nell’Eurozona ha mostrato un’espansione dell’1,5% su base annuale, in rialzo dall’1,4% di ottobre ma inferiore all’1,6% del consensus. Quella core è invece cresciuta dello 0,9% a livello annuale, deludendo gli economisti che avevano stimato un +1%. Al di sotto delle attese anche l’inflazione in Italia che ha registrato un calo dello 0,2% mensile e un incremento dello 0,9% sull’anno. Secondo gli analisti, i mercati speravano in un ritorno dell’indice dei prezzi al consumo su valori più interessanti, vicino al target del 2% fissato da Francoforte. Nonostante i dati poco convincenti di oggi, Knot, membro olandese della Bce, ritiene che l’Istituto debba fermare il Qe a settembre 2018 dato che il rischio deflazione si è ormai allontanato; il proseguimento degli stimoli monetari potrebbe creare distorsioni economiche tali da destabilizzare il sistema finanziario. Dalle ultime indiscrezioni, emerge la possibilità di un’altra operazione di concambio di titoli di Stato da parte del Tesoro prima di fine anno: aspettando un commento ufficiale, si prevede il ritiro di carta a breve e l’offerta di bond a medio-lungo. (riproduzione riservata)