Lo spread Btp/Bund chiude in contrazione a 280,172 punti base, rispetto alla chiusura di ieri a quota 286 pb. Tuttavia, il differenziale rimane molto elevato, a livelli che non si vedevano da dicembre 2018. Le ragioni sono molteplici. In primis, la tensione tra Roma e Bruxelles, in aumento da quando il vicepremier Matteo Salvini si è detto pronto a infrangere le regole di bilancio dell’Unione Europea. Poi, l’instabilità politica a Roma, che sta giocando un ruolo cruciale: sui media cominciano a circolare, infatti, insistenti ipotesi di una caduta del Governo, con l'eventualità di elezioni anticipate. Infine, il deterioramento delle aspettative di crescita globali, causato dalle frizioni commerciali. Ad alimentare le tensioni ci ha pensato ieri il presidente americano, Donald Trump, il quale ha deciso di firmare un ordine esecutivo per vietare alle società Usa di utilizzare apparecchiature di telecomunicazione prodotte da “avversari stranieri”. Questo provvedimento, di fatto, penalizza Huawei e Zte, e mette a rischio le trattative tra i due Paesi sui dazi. Nonostante ciò, da Washington sono arrivati anche segnali positivi, con l’amministrazione Trump che ha rimandato la decisione di imporre tariffe sull’import di auto europee. Tornando al differenziale, dietro al suo recente allargamento c’è anche il Bund, il cui rendimento è calato ieri sui minimi dalla seconda metà del 2016. Al momento, il decennale tedesco tratta con un rendimento del -0,09%. Sul fronte macro, l’Istat ha registrato una lieve accelerazione dell’inflazione ad aprile in Italia: l’indice nazionale dei prezzi al consumo è aumentato dello 0,2% rispetto al mese precedente e dell’1,1% su base annua, confermando la stima preliminare.