Carta italiana lievemente debole, questo giovedì, mentre continua il rialzo del rendimento del Bund decennale dopo la pubblicazione delle minute del meeting Bce di dicembre percepite come più hawkish del previsto. Il decennale italiano rende il 2,058%, in risalita dal 2,038% della chiusura di ieri. Buono il risultato delle aste odierne: il Tesoro ha assegnato 3 mld di euro di Btp a 3 anni allo 0,04% con rapporto di copertura a 1,54 e 3 mld di Btp 7 anni all’1,35%, bid-to-cover a 1,4. Tassi d’asta ai massimi da ottobre ma con un rialzo contenuto data la domanda consistente di bond italiani, con gli operatori alla ricerca di rendimento. Secondo gli analisti, Roma ha finora coperto il 10% del funding previsto per il 2018. Il benchmark tedesco a 10 anni si attesta allo 0,592%, in aumento dallo 0,543% dell’ultima seduta. Lo spread Btp/Bund sul tratto decennale tratta in restringimento a 152,50 punti base dai 151,92 di ieri: nessuna particolare tensione sui titoli italiani in vista delle elezioni. Da quanto emerge dai verbali dell’ultimo consiglio di politica monetaria del 13-14 dicembre, Francoforte si appresta a rivedere la forward guidance sui tassi nei primi mesi di quest’anno, aggiustando il linguaggio al miglioramento delle prospettive di crescita dell’Eurozona. Draghi ha concluso l’ultima riunione riconoscendo una maggior fiducia sulle prospettive di crescita, ribadendo che l'appoggio della politica monetaria resta imprescindibile. Inoltre, i banchieri hanno ritenuto che un ulteriore allentamento delle politiche non sia più necessario. Si allentano le tensioni sui mercati obbligazionari dopo la smentita della Safe (autorità di controllo cinese sul mercato valutario) della notizia secondo cui la Cina abbia intenzione di ridurre gli acquisti di Treasuries. (riproduzione riservata)