Lo spread Btp/Bund tratta in contrazione a 159,13 bps rispetto ai 167,283 della chiusura di ieri con i Btp italiani alle diverse scadenze che hanno mostrato stabilità nei due giorni successivi alla vittoria del “NO” al referendum costituzionale. I titoli di stato italiani mostrano rendimenti in discesa sulla totalità delle scadenze, con il decennale che rende l’1,938% rispetto al 2,003% di ieri. Sul fronte americano invece, i Treasuries trattano stabili con il decennale al 2,389%. Il mancato selloff sull’obbligazionario periferico in seguito all’esito del referendum è stato evitato grazie al puntuale intervento della BCE, la quale, nelle settimane precedenti al voto, aveva rassicurato i mercati affermando di essere pronta ad intervenire pesantemente qualora fosse stato necessario. La “sconfitta” di Renzi rimane tuttavia un fatto rilevante dal momento che ha causato l’interruzione della stagione delle riforme strutturali che l’ex premier aveva intrapreso dall’inizio del suo mandato. Occhi puntati dunque sul futuro del Paese, fra l’esigenza di modificare la legge elettorale e tornare subito alle elezioni, con il popolo italiano che ormai da troppo tempo non riesce ad eleggere democraticamente il proprio leader. Da monitorare inoltre la situazione delle banche, le quali necessitano di essere ricapitalizzate con ulteriori fondi, con l’intervento statale che poco alla volta sembra rimanere l’unica soluzione percorribile, anche se strutturalmente complicata. Intanto, nel breve termine, l’attenzione si sposta sul meeting BCE di giovedì, con l’istituto di Francoforte che sembra disposto a estendere il QE per altri 6-9 mesi, posticipando il tapering e modificando alcuni parametri per ridurre l’effetto scarsità dei bond dell’eurozona. (riproduzione riservata)