Secondario italiano stabile, questo mercoledì, in linea con la quasi totalità del comparto europeo, con gli operatori che aggiustano le posizioni dopo il sell-off di inizio settimana in attesa del meeting Fed. Il rendimento del Btp decennale si attesta al 2,024%, in linea al 2,030% dell’ultima chiusura. Il corrispondente benchmark tedesco rende lo 0,693%, in rialzo dallo 0,683% del finale di seduta; Berlino ha assegnato 3,204 mld di euro di Bobl a 5 anni con un tasso medio allo 0,08%, tornato in territorio positivo per la prima volta da settembre 2015, e rapporto di copertura pari a 1,3. Lo spread Btp/Bund a 10 anni tratta in contrazione a 132,86 punti base dai 134,49 di ieri. Secondo gli analisti, il mercato è pronto per rendimenti più alti dei governativi, dato che la situazione economica dovrebbe rimanere stabile sia a livello europeo che globale. Per gli esperti, il Bund decennale arriverà allo 0,75% entro fine 2018, mentre il Treasury raggiungerà il 3,3%. L’inflazione dell’Eurozona a gennaio, stando alla lettura preliminare, è cresciuta dell’1,3% su base annuale, rispettando il consenso ma in rallentamento rispetto all’1,4% di dicembre. Il dato core è aumentato dell’1% a livello annuale, allineato alle previsioni. La dinamica dei prezzi ancora debole impedisce alla Bce di accelerare i tempi della normalizzazione monetaria: Francoforte dovrebbe mantenere un approccio morbido anche nelle prossime 2 o 3 riunioni. L’esponente Bce Coeuré ha spiegato che il QE non durerà per sempre, ma che occorre pazienza e prudenza considerando l’inflazione lontana dal 2%, chiarendo che l’Istituto non agirà con avventatezza. Infine, i mercati non hanno mostrato reazioni marcate durante il primo discorso di Trump sullo Stato dell’Unione. (riproduzione riservata)