Il secondario italiano procede stabile in chiusura di ottava dopo il calo di ieri, con un appiattimento della curva dei tassi per una miglior performance della parte lunga. Il rendimento del Btp decennale si attesta all’1,835%, in linea con l’1,838% della chiusura precedente, mentre il corrispondente benchmark tedesco rende lo 0,365%, in contrazione dallo 0,376% del dato di ieri. Lo spread Btp/Bund a dieci anni è in modesta espansione a 146,59 punti base dai 146,242 della lettura precedente, dopo che Draghi ha dichiarato che la ripresa economica della zona euro è sempre più solida. Tuttavia la dinamica dell’inflazione non convince e quindi resta necessario un ampio grado di stimolo monetario. Il numero uno della Bundesbank, Weidmann, continua a criticare l'operato della Banca centrale: ha infatti ribadito che, per la Bce, sarebbe stato meglio indicare la data di fine del Qe. Draghi ha respinto le accuse della Bundesbank secondo cui i tassi ultrabassi stanno alimentando una bolla creditizia. Nel frattempo il differenziale tra decennale italiano e spagnolo viaggia sotto i 30pb: lo spread, sebbene vicino ai minimi del 2017, è ancora ampio rispetto a quanto visto negli ultimi tre anni. Secondo gli operatori, considerate le prossime elezioni italiane e la crescita economica più consistente di Madrid, è possibile che nel breve i Bonos possano sovraperformare i Btp. Stamane il Tesoro ha assegnato 2mld di euro del Btp febbraio 2033 5,75% al prezzo medio ponderato di 142,711, nell'operazione di concambio in titoli di Stato, a fronte del ritiro di cinque tra Btp e Btpei. (riproduzione riservata)