Poco mosso, questo lunedì, il mercato obbligazionario italiano che viene da una settimana in cui tassi e spread decennali si sono portati ai minimi da un anno in seguito alla promozione di S&P e al prolungamento del programma di acquisto titoli da parte della Bce. Il rendimento del Btp sul tratto decennale si attesta all’1,783%, in leggero calo rispetto alla chiusura di venerdì all’1,786%. Il corrispondente benchmark tedesco è pari allo 0,336%, in ribasso se confrontato con la precedente lettura allo 0,360%. Lo spread Btp/Bund tratta quindi poco mosso a 144,16 punti base; secondo gli analisti di Ing, il differenziale potrebbe tornare a espandersi nei primi sei mesi del 2018, a causa dei timori relativi alle elezioni di maggio o a discussioni sul tapering da parte dell’Istituto di Francoforte. Il dato definitivo del Pmi composito dell’Eurozona di ottobre si e' attestato a 56 punti, in lieve discesa rispetto ai 56,7 di settembre, ma superiore al preliminare e al consensus a 55,9 punti. Inoltre, l’indice relativo al settore dei servizi è risultato pari a 55 punti, leggermente inferiore rispetto ai 55,8 del mese prima, ma poco oltre le attese 54,9. Sul fronte politico, sembra non avere alcun effetto sui mercati l’esito delle elezioni regionali in Sicilia: le proiezioni vedono un testa a testa fra il candidato del centrodestra Musumeci (38% delle preferenze) e quello del M5S (36%). Per quanto riguarda la politica monetaria, il capo economista della Banca Centrale Europea Peter Praet ha affermato che il programma di acquisto asset verrà calibrato in base all’aggiustamento dell’inflazione. La Bce, dunque, ha deciso di estendere l’acquisto di asset a ritmo ridotto, assicurando tassi d’interesse contenuti a lungo, ben oltre la fine del QE. (riproduzione riservata)