La Banca Centrale Europea, dopo la conference call di ieri, ha annunciato che, fino a settembre 2021, accetterà come collaterale anche i titoli il cui rating è sceso sotto l’investment grade. Verranno dunque accettati bond con merito di credito fino a BB solo se, al 7 aprile, hanno avuto un grado maggiore o uguale alla BBB-. Con questo intervento, il rendimento del decennale si posiziona intorno al 1,985%, in miglioramento, in attesa che S&P si pronunci sul debito italiano. Lo spread BTP/Bund è in calo a 243 punti base. Questa nuova misura va a beneficio anche del comparto bancario nostrano che, fortemente esposto ai programmi di liquidità verso Francoforte, potrà utilizzare come garanzia tutte quelle obbligazioni vicine al downgrade.
Il passo successivo che la BCE compirà, secondo Morgan Stanley, è l’inserimento di titoli high yield nel nuovo Quantitative Easing pandemico, in modo da mitigare l’impatto dei ribassi delle agenzie di rating, dato che l’inclusione dei titoli di Stato greci ha creato un importante precedente. Già due settimane fa, la Federal Reserve, aveva inserito questo genere di obbligazioni nei suoi programmi d’acquisto.
Il Tesoro, nella giornata di ieri, ha comunicato i dettagli dell’emissione tramite sindacato di un nuovo BTP benchmark a 5 anni e della riapertura di quello a 30, per un totale di 16 miliardi. La domanda complessiva ha superato i 110 miliardi, equamente distribuiti tra i due titoli. La partecipazione è stata estremamente diversificata, con più del 75% del collocamento andato in mano ad investitori esteri, perlopiù provenienti dalla Gran Bretagna.