Seduta di stabilizzazione per i bond italiani e europei, questo venerdì, dopo una settimana volatile segnata da movimenti di segno opposto. Il rendimento del Btp decennale si attesta all’1,999%, in lieve calo dal 2,014% della chiusura di ieri. Il corrispondente benchmark tedesco rende lo 0,441%, in leggero rialzo dallo 0,434% dell’ultima seduta. Lo spread Btp/Bund a dieci anni viaggia in restringimento a 155,49 punti base dai 157,75 di ieri dopo il rilascio dell’inflazione core dell’Eurozona che si mantiene debole, riducendo la probabilità di un irrigidimento più veloce del previsto della politica monetaria Bce: l’indice dei prezzi al consumo preliminare a dicembre è cresciuto dell’1,4% su base annuale, in linea con le attese e in rallentamento rispetto all’1,5% di novembre. L’inflazione core è invece salita dello 0,9% a livello annuale, al di sotto dell’1% del consenso. Il dato core ha sorpreso negativamente gli analisti, per cui il rialzo dei tassi da parte di Francoforte potrebbe essere posticipato: il mercato prezza il primo aumento del costo del denaro nel primo trimestre 2019, ma, secondo gli esperti, agire in quel periodo potrebbe rivelarsi prematuro. Regna quindi l’attesa per il meeting Bce di gennaio mentre, per quanto riguarda l’Italia, le elezioni potrebbero innescare una certa volatilità. Sul fronte Usa, i nuovi occupati del settore non agricolo sono aumentati di 148000 unità, ben al di sotto delle 190000 del consensus. Risultano in rialzo i salari medi orari, in crescita dello 0,3% dopo lo 0,1% di novembre, in linea con le attese, mentre il tasso di disoccupazione si mantiene stabile sui minimi degli ultimi 17 anni al 4,1%. I dati evidenziano un mercato del lavoro in buona salute, che non dovrebbe pregiudicare il ritmo dei rialzi dei tassi Fed. (riproduzione riservata)