Nonostante un tentativo di stabilizzazione in apertura di seduta, i mercati sono tornati difensivi alla luce del previsto impatto economico negativo provocato dal coronavirus. I rendimenti obbligazionari dei Paesi core trattano in ribasso, mentre quelli dei Paesi periferici aumentano. Il tasso di finanziamento del decennale tedesco è in discesa a -0,625%, mentre quello del BTP italiano è in rialzo ad 1,138%. Lo spread è in netto allargamento a 175,3 punti base.
Gli analisti di Unicredit sostengono che se anche si dovessero attuare misure di stimolo per l’economia, esse avrebbero un impatto marginale sul rapporto deficit/Pil. Aggiungono che, per questo motivo, bisogna restare cauti sui titoli di Stato italiani, poiché ogni performance di medio periodo dipende dall’equilibrio tra deficit e crescita, molto difficile da prevedere in questo momento.
L’allarme dell’Ocse ha contribuito all’ondata di avversione al rischio odierna. Nella nota di aggiornamento del World Economic Outlook, infatti, è stata tagliata di mezzo punto percentuale la proiezione della crescita globale, mentre la stima per il 2021 è stata incrementata per effetto di un possibile rimbalzo. Si evidenzia come l’epidemia abbia già portato consistenti turbolenze, soprattutto a causa delle contrazioni nella produzione cinese, che ha un ruolo fondamentale nelle catene di approvvigionamento mondiali, nei mercati dei viaggi e delle materie prime.
Neanche le parole del vicepresidente della BCE hanno dato uno scossone, il quale ha dichiarato che la banca centrale sarà pronta ad aggiustare tutti gli strumenti per raggiungere il target d’inflazione. Il mercato sconta i pochi mezzi di politica monetaria a disposizione dell’autorità centrale.