Si è concluso con un nulla di fatto l’Eurogruppo di ieri, riunitosi per discutere le misure utili ad affrontare la crisi economica causata dall’emergenza coronavirus. Il presidente, Mario Centeno, ha parlato di un accordo più vicino ma non ancora raggiunto. Ha assicurato che l’obiettivo è una rete di sicurezza dell’Ue, in modo da proteggere lavoratori, aziende e Paesi. I nodi ancora irrisolti restano l’utilizzo del Fondo salva-Stati (Mes) e, soprattutto, l’ipotesi di utilizzo degli eurobond, strumenti che andrebbero a beneficio della ripresa economica, come caldeggiato dall’Italia.
Questi mancati accordi pesano sullo spread BTP/Bund, in crescita a 197 punti base, con il tasso di finanziamento del decennale italiano in rialzo, a quota 1,65%.
Sul fronte primario, il Tesoro ha collocato i 9,5 miliardi di euro offerti in due BOT a 3 e 12 mesi, con rapporti di copertura, rispettivamente, dell’1,57 e dell’1,88. Rendimenti in rialzo rispetto alle precedenti emissioni che, come sottolineano gli strategist di Unicredit, sono dovuti alle condizioni attuali del mercato.
In un momento particolarmente incerto e volatile, gli analisti sostengono che i principali driver sui mercati obbligazionari, nel prossimo futuro, saranno i downgrade dei bond investment grade, per il deteriorarsi delle condizioni economiche. Il rischio principale è dato dal fatto che i titoli high yield non godono della protezione degli acquisti della BCE e, per questa motivazione, le case di gestione suggeriscono prudenza. Amundi ritiene sia opportuno privilegiare emissioni a breve e con rating elevati, individuando quelle società in grado di resistere alla crisi. Il focus, dunque, rimane l’alta qualità.