L’attività manifatturiera nella zona euro a maggio si è contratta per il quarto mese consecutivo (l’indice si è fermato a 47,7, in calo dal 47,9 di aprile), a un ritmo più veloce a causa dello scontro tra Usa e Cina, della Brexit e del calo della domanda di auto. Con riferimento al nostro Paese, l’indice Pmi manifatturiero di maggio ha registrato un inatteso miglioramento: esso è salito a 49,7, in ripresa dai 49,1 di un mese fa e sopra le attese del consenso a 48,6. Si tratta della migliore lettura in otto mesi, di buon auspicio perché vicina a 50, cioè al livello che separa una fase di espansione da una di contrazione. Questo dato incoraggiante ha regalato una boccata d’ossigeno allo spread Btp/Bund, che aveva avviato la prima seduta della settimana sopra i 290 pb per poi chiudere in contrazione a quota 279,530. Il rendimento del Btp decennale è in calo di nove punti base al 2,57%. Tuttavia, il faro del mercato resta puntato proprio sull’Italia: a preoccupare gli investitori è la crescente tensione all’interno del Governo gialloverde, che potrebbe portare a una crisi. Infatti, il vicepremier Matteo Salvini, forte del risultato alle elezioni europee, potrebbe usare il braccio di ferro con l’Ue per affondare l’esecutivo e andare a elezioni anticipate. Si attendono a tal proposito notizie dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il quale terrà una conferenza stampa questa sera per chiarire le sue intenzioni sul protrarsi del Governo. Nel frattempo, il rendimento del Bund a 10 anni continua a trattare intorno al nuovo minimo storico (-0,21%): la minor propensione al rischio, alimentata dal dato negativo del Pmi manifatturiero tedesco di maggio, fornisce ancora supporto all’acquisto del decennale tedesco.