Carta italiana positiva, questo lunedì, in una seduta segnata dall’audizione al Parlamento europeo di Draghi: il Presidente Bce ha sottolineato che nonostante lo slancio dell’economia dell’Eurozona, servono ancora pazienza e persistenza riguardo alla politica monetaria per riportare l’inflazione a livelli vicini ma inferiori al target del 2%. Il rendimento del Btp decennale si attesta al 2,019%, in calo dal 2,067% dell’ultima chiusura. Il corrispondente benchmark tedesco rende lo 0,651%, in linea con lo 0,653% del dato precedente. Lo spread Btp/Bund a 10 anni viaggia in discesa a 136,46 punti base dai 140,89 di venerdì: per alcuni analisti, il differenziale potrebbe salire fino a 150 pb e oltre sulla scia delle elezioni. La recente espansione degli spread periferici è una risposta ritardata al maggior rischio evidenziatosi in altre asset classes: certi economisti raccomandano i titoli di Stato italiani a discapito di quelli spagnoli. L’incertezza in vista del voto non ha impattato molto sui bond italiani anche se qualche pressione potrebbe arrivare dalle aste di Btp e Ccteu di domani. Gli ultimi sondaggi indicano che nessun partito è in grado di ottenere una solida maggioranza: l’ipotesi preferita dai mercati sarebbe quella di una grande coalizione. Probabilmente, il 4 marzo non sarà un grande tema di mercato considerata la ripresa economica e l’ammorbidimento delle posizioni euroscettiche dei partiti anti establishment. Il Tesoro ha collocato 6 mld di Bot a 6 mesi a fronte di richieste per 9,394 mld, con rendimento in rialzo a -0,417%, ai massimi da ottobre. Il Belgio ha lanciato via sindacato il primo green bond per un importo di 4,5 mld di euro, a fronte di ordini per oltre 12,7 mld. (riproduzione riservata)