Titoli italiani ancora deboli, questo mercoledì, in scia alle indiscrezioni di stampa secondo cui le prossime elezioni potrebbero tenersi il 4 marzo. Il rendimento del Btp a dieci anni si attesta all’1,783%, in rialzo dall’1,708% della chiusura di ieri, ai massimi da fine novembre. Il corrispondente benchmark tedesco rende lo 0,316%, in linea con lo 0,314% dell’ultima seduta. Lo spread Btp/Bund decennale viaggia in espansione a 146,19 punti base, massimo dal 27 novembre. Gli operatori, in un mercato sbilanciato al rialzo e illiquido a causa della sospensione degli acquisti Bce tra il 21 e il 29 dicembre, hanno sfruttato la notizia delle elezioni politiche per prendere profitto. Inoltre, gli investitori hanno ridotto la loro esposizione in vista delle riunioni di Fed e Bce, programmate rispettivamente per questa sera e domani. La Fed dovrebbe alzare i tassi dello 0,25% e per il prossimo anno sono previsti altri due o tre aumenti, anche se la modesta inflazione potrebbe compromettere le prospettive future. Si sono riaccesi i rumors riguardo a una possibile operazione di concambio del Tesoro prima delle prossime aste: tuttavia, il ribasso odierno, secondo i traders, non è da attribuirsi a queste voci. Sul fronte macro, la produzione industriale italiana è tornata a salire a ottobre dello 0,5% su base mensile, dopo il calo dell’1,3% di settembre. A livello annuale l’aumento è del 3,1% dal precedente 2,2%: si tratta del nono mese di fila di crescita, striscia più lunga dal 2010-11, grazie soprattutto ai beni strumentali e ai mezzi di trasporto. La produzione industriale della zona euro è cresciuta dello 0,2% m/m e del 3,7% a/a, andando oltre il consensus: la ripresa continua, con l’euro forte e l’incertezza politica che non stanno pesando sull’attività economica. (riproduzione riservata)