Secondario italiano poco mosso, questo giovedì, in una seduta caratterizzata dalla riunione Bce. Il tasso Btp decennale si attesta all’1,792%, in lieve calo dall’1,797% di ieri: la parte lunga della curva dei rendimenti risente del concambio rivolto agli specialisti che il Tesoro effettuerà domani, offrendo il Btp agosto 2029 cedola 5% a fronte di un massimo di cinque titoli, tre Btp, un Ctz e un CctEu sulle scadenze 2018-2019. Il Bund decennale rende lo 0,315%, in linea con lo 0,314% dell’ultima seduta. Lo spread Btp/Bund tratta a 147,50 punti base dopo la netta espansione di ieri. Passando al meeting Bce, l’Istituto ha diffuso la stima dell’inflazione Eurozona per il 2020, pari all’1,7%. Confermata all’1,5% l’inflazione nel 2017 e 2019, mentre per il 2018 è stata rivista all’1,4% dall’1,2%, a causa dei rincari di beni alimentari e energia. Ritoccate fortemente al rialzo le stime sulla crescita economica: il Pil della zona euro nel 2017 salirà del 2,4% dal 2,2%, nel 2018 del 2,3% dall’1,8%, nel 2019 dell’1,9% dall’1,7% e dell’1,7% nel 2020. Secondo Draghi, l’accelerazione della crescita economica dovrebbe aiutare l’inflazione a salire, anche se le pressioni domestiche sui prezzi restano tiepide. I tassi d’interesse sono rimasti invariati (0% sulle operazioni di rifinanziamento principali, 0,25% sulle operazioni marginali e -0,4% sui depositi) e resteranno ai livelli attuali per molto tempo, ben oltre il termine del QE. Il programma di acquisto asset proseguirà da gennaio al ritmo dimezzato di 30mld al mese almeno fino a settembre 2018 e anche oltre se l’outlook dovesse peggiorare: infatti, la maggioranza del board ha deciso di non fissare un termine ufficiale per il QE, legando la fine dello stimolo monetario alla dinamica dell’inflazione. (riproduzione riservata)