Dopo un buon avvio di seduta, il rimbalzo iniziale sui mercati si è arrestato dopo un’ora di contrattazioni, con gli investitori che hanno voluto propendere maggiormente su asset poco rischiosi.
Quest’ondata di avversione al rischio ha portato i rendimenti dei titoli di Stato in calo, con il decennale tedesco che tratta a -0,51%. Fa eccezione l’Italia, che resta sotto pressione dopo la recente diffusione del coronavirus nelle regioni del nord. Il tasso di finanziamento del Btp si attesta in rialzo a 0,98%, con lo spread rispetto al Bund che si aggira attorno i 149 punti base. Nonostante la situazione negativa, l’asta indetta in mattinata dal ministero del Tesoro si è confermata solida. Sono stati collocati, infatti, 3,75 miliardi di Ctz e Btpei a lunga scadenza.
I timori principali sono legati all’effetto dell’epidemia, ma soprattutto alle misure di contenimento attuate dalle autorità. Gli economisti, infatti, sostengono che una recessione in Italia, in questo momento, sarebbe più probabile di un aumento del Pil e ciò che graverebbe di più sarebbero proprio le azioni cautelative necessarie, piuttosto che la malattia stessa. Oltre ciò, aggiungono che si aspettano una seconda contrazione trimestrale del prodotto interno lordo, poiché le regioni colpite rappresentano una quota molto rilevante della produzione italiana.
Sul fronte macroeconomico, l’economia della Germania è rimasta stagnante nel 4* trimestre. A fine 2019, la crescita è rimasta invariata (+0,4% a/a), con i consumi che sono stati la fonte principale, nonostante il rallentamento fatto segnare nel 3* trimestre dello scorso anno. Pesa anche il commercio, dato il calo nelle esportazioni (-0,2%) e la crescita delle importazioni (+1,3%).