Secondario italiano leggermente rialzista, questo lunedì, in attesa del nuovo buyback: il Tesoro effettuerà domattina la quarta operazione di riacquisto in meno di un mese, ritirando cinque titoli fra Btp, Ccteu e Ctz con scadenze tra giugno 2018 e giugno 2020, per un consistente importo complessivo che, secondo gli analisti, dovrebbe aggirarsi intorno ai 3mld. Il rendimento del Btp decennale si attesta all’1,801%, in calo dall’1,812% di venerdì. Il corrispondente benchmark tedesco rende lo 0,307%, in rialzo dallo 0,301% dell’ultima seduta. Lo spread Btp/Bund a dieci anni viaggia in lieve restringimento a 149,32 punti base rispetto ai 151 dell’ultima chiusura. Nelle ultime sedute i bond italiani sono stati appesantiti da una serie di fattori quali il concambio di venerdì, il riemergere dell’incertezza politica e le prese di profitto di fine anno dopo i recenti massimi. Nel frattempo, ottima performance della carta portoghese in scia all’upgrade di Fitch di venerdì, riportando il rating a investment grade: il tasso decennale è pari all’1,769%, con differenziale di 146,3pb rispetto al Bund, mentre è stato annullato lo spread con il Btp che a gennaio quotava oltre i 200. A detta degli operatori, le elezioni catalane do giovedì non dovrebbero avere un impatto duraturo sull’obbligazionario: in base agli ultimi sondaggi, gli indipendentisti oscillano tra il 47% e il 50% dei consensi, insufficienti per ottenere una solida maggioranza, per cui la formazione di un nuovo governo dovrebbe richiedere molto tempo. Sul fronte macro, l’indice dei prezzi al consumo nell’Eurozona di novembre è aumentato dell’1,5% su base annuale e dello 0,1% mensile, rispettando le attese. L’inflazione core è calata dello 0,1% m/m e salita dello 0,9% a/a, in linea col consesus. (riproduzione riservata)