Oggi il mercato obbligazionario ha recepito le decisioni della Fed ed i risultati delle elezioni olandesi. In mattinata, la vittoria di Rutte ha segnato una netta diminuzione dei rendimenti sui titoli governativi europei, con lo spread Oat/Bund che era sceso sotto i 60 punti, prima volta da gennaio. Il risultato delle elezioni olandesi è stato inaspettatamente positivo scongiurando qualsiasi possibilità di un’uscita dall’Ue, con l’ex premier che ha raggiunto il 20% dei voti mentre il tanto temuto Wilders ha ottenuto solo il 13%, indicando come i sondaggi avessero sopravvalutato il suo peso. Ciò si rifletterà sulle elezioni francesi, dove Le Pen potrebbe perdere consensi. Tuttavia, l’effetto-Rutte è terminato velocemente a causa del basso peso economico dell’Olanda ed i bond governativi hanno invertito la rotta, con il ritorno dei tassi al livello dell’apertura di mercoledì: il rendimento sul Btp decennale aumenta di 7,4 pb al 2,35% mentre sul Bund di 3 pb allo 0,442%, allargando lo spread fra i due titoli ad oltre 190 punti. La causa degli aumenti si riscontra sia nelle decisioni della Fed che nel timore sempre presente per le elezioni francesi. Lo stesso andamento è stato registrato dai rendimenti sui T-bond, che ieri sera sono crollati (il decennale sotto il 2,5%) dopo l’annuncio del rialzo dei tassi dallo 0,75% all’1%, evento già scontato dai mercati. Ciò si motiva con l’affermazione da parte del presidente della Fed Yellen sul numero di rialzi nel 2017, che si assesterà a tre, scongiurando il pericolo di un quarto, a meno che la crescita economica non lo richieda. Successivamente, anche i Treasury Usa hanno subito un’inversione, seppur meno marcata rispetto ai mercati europei, dopo la pubblicazione di alcuni dati macro superiori alle attese. (riproduzione riservata)