Prosegue il buon momento dei mercati obbligazionari europei, su cui anche oggi convergono gli acquisti degli investitori in scia ad un trend che appare consolidarsi. I rendimenti sui titoli governativi decennali trattano in moderato calo rispetto a ieri, con il tasso sul Bund allo 0,35% (-3,8 pb) e sul Btp al 2,134% (-2,7 pb), mantenendo lo spread fra i due titoli al di sotto della soglia dei 180 punti. Oggi, la notizia più rilevante è la ricezione a Bruxelles della lettera di notifica dell’attivazione dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona da parte del Regno Unito, con cui ufficializza l’avvio delle procedure di uscita dall’Ue che termineranno entro due anni. Tuttavia, i mercati non hanno risentito dell’evento, avendo scontato Brexit già da lungo tempo, con gli investitori che preferiscono focalizzarsi sulle presidenziali francesi come maggior componente di rischio. Infatti, l’Ue ha reagito a Brexit senza raggiungere gli scenari catastrofici che alcuni si aspettavano ed in questo momento sembra più probabile una disgregazione del Regno Unito che dell’Unione Europea: nonostante May provi a gettare acqua sul fuoco, è reale il rischio di una secessione scozzese, sulla quale si terrà un referendum a cavallo fra 2018 e 2019. Le probabilità di vittoria del movimento indipendista sono correlate anche al risultato delle presidenziali francesi ed aumenterebbero in caso di sconfitta di Le Pen. Infine, in Italia la positiva performance del debito domestico e la riduzione dei rischi sono confermate dalle aste di questo mese: il collocamento ha restituito un tasso uguale ad un mese fa per i Bot a sei mesi (-0,294%) ed un rendimento ai minimi da settembre per i Ctz (-0,085%), anche se l’attesa si concentra sull’asta di domani sui Btp a 10 anni. (riproduzione riservata)