Nella giornata di oggi, proseguono gli acquisti sui titoli governativi globali più rilevanti. Fra i decennali, il rendimento del T-bond si abbassa al 2,364% (-1,4 pb), ritoccando ulteriormente i minimi del mese, mentre i tassi su Bund e Btp calano rispettivamente allo 0,378% (-2,4 pb) ed al 2,146% (-5,1 pb), provocando il ritorno dello spread sotto quota 180, vicino ai minimi da due mesi. Ciononostante, i mercati non sembrano seguire ancora un trend delineato ed il focus degli investitori si concentra sulla ricerca di elementi che possano tracciare una strada. Negli Usa, l’euforia successiva all’elezione di Trump si è esaurita poiché il presidente è in chiare difficoltà nell’applicazione della sua agenda, osteggiato anche dal suo partito. Nel contempo, gli investitori attendono dichiarazioni da parte dei membri della Fed in merito al numero di rialzi dei tassi nel 2017, però nessuno vuole esporsi: oggi, i presidenti della Fed di Dallas, Kaplan, e di Chicago, Evans, hanno ribadito che quest’anno il costo del denaro dovrà essere aumentato, aggiungendo però che le manovre richiederanno pazienza e gradualità. Invece, sui mercati europei gravano i rischi politici, fra cui le presidenziali francesi e la nebulosa situazione italica, anche se ieri il M5S ha indicato che uscire dall’Euro non è nelle sue intenzioni. Si accende anche il dibattito sull’accomodamento monetario, con Praet in difesa del livello attuale e Lautenschlaeger che, al contrario, oggi ha sostenuto la necessità di una revisione tempestiva. Tuttavia, in un contesto politico e monetario confuso, l’elemento cruciale diventa la crescita economica globale, che continua a rafforzarsi secondo gli ottimi dati macro: il trend sui mercati obbligazionari dipende dal suo mantenimento nel lungo termine. (riproduzione riservata)