Nella giornata odierna, il mercato obbligazionario continua a salire grazie agli ottimi dati macroeconomici relativi al settore manifatturiero: l’indice Pmi europeo su tale comparto sale a 56,2 punti dai 55,4 di febbraio, battendo il consenso di quasi un punto, mentre l’indice tedesco dei direttori degli acquisti dello stesso settore aumenta di 1,5 punti a 58,3, superando le previsioni di 1,8. Ciò significa che la crescita economica europea continua spedita, tuttavia la Bce sembra non seguirla con i dovuti provvedimenti di politica monetaria. Infatti, sia Praet, capo economista della Bce, che Angeloni, membro del Supervisory Board, hanno insistito sulla correttezza dell’attuale orientamento, ponendo l’accento sui rischi di un repentino cambio di accomodamento. Perciò, i tassi sui Treasury dell’Eurozona scendono, con il rendimento sul Btp decennale al 2,23% (-4,2 pb) e sul Bund a 10 anni allo 0,412% (-1,9 pb), riducendo lo spread fra i due titoli a 181,82 punti da 183,74. Invece in Usa, i tassi sui T-bond trattano in lieve calo, con il decennale al 2,405% (-1,4 pb). Il mercato è bloccato poiché si focalizza sul voto del Congresso riguardo la riforma dell’Obamacare, slittato a stasera. Infatti, alcuni repubblicani si sono opposti poiché considerano le modifiche troppo blande, scatenando le ire di Trump, che ha posto un ultimatum sulla data del voto, anche se è improbabile che la riforma non venga approvata perché ne conseguirebbe uno slittamento dei futuri dibattiti e porterebbe dubbi sull’effettivo controllo del partito da parte del presidente. Tuttavia, a prescindere dal risultato, è forte il timore che le vicende occorse si possano replicare anche su altri fronti decisamente più importanti per i mercati, come le riforme tributaria e sulla spesa pubblica. (riproduzione riservata)