I mercati obbligazionari arrivano al weekend in modo tranquillo, senza sussulti particolari fra i titoli governativi più rilevanti. Infatti, osservando i decennali, il T-bond e il Bund hanno trattato sui livelli di ieri. Invece, il rendimento sul Btp a 10 anni è aumentato dal 2,148% al 2,304% a causa del cambiamento del riferimento dal Buono con scadenza marzo 2027 a quello con scadenza giugno 2027, comportando un rialzo dello spread Btp/Bund di 16 punti base, a quota 197,8. Tuttavia, il titolo italiano ha scambiato sugli stessi valori dell’apertura, certificando la quiete del mercato. Il focus degli investitori si concentra ancora sulla politica monetaria europea, influenzata dai dati sull’inflazione odierni: nell’UE, a marzo l’indice dei prezzi al consumo a livello annuale è inaspettatamente calato al +1,5% dal +2% di febbraio, mentre gli analisti si attendevano un +1,8%, con ribassi superiori alle aspettative in tutti i paesi europei. I dati pubblicati sono un chiaro segno di rallentamento rispetto ai mesi precedenti, con l’inflazione core (+0,7%) che ha raggiunto il minimo da aprile 2016. L’andamento inflattivo rafforza le dichiarazioni di Draghi e del board della Bce relative all’estemporaneità e alla volatilità dei valori dei prezzi al consumo e potrebbe smorzare sia il dibattito informale interno al Consiglio che le pressioni tedesche, a cui ieri si erano aggiunti i commenti aggressivi del membro olandese della Bce Klaas Knot, riguardanti una modifica immediata dell’accomodamento. In risposta alle letture odierne, il membro della Bce Benoit Coeurè ha asserito che la guidance dell’Istituto sulle misure straordinarie di politica monetaria rimarrà ancora valida, insistendo sulla stretta correlazione fra inflazione ed atteggiamento della Banca. (riproduzione riservata)