Obbligazionario italiano relativamente positivo, questo martedì, che sembra non risentire particolarmente del crollo del mercato azionario. Il rendimento del Btp decennale si attesta all’1,988%, in calo dal 2,026% dell’ultima chiusura: l’Italia beneficia dei scarsi timori degli operatori per l’esito del voto del 4 marzo. Il corrispondente benchmark tedesco rende lo 0,692%, in ribasso dallo 0,736% del finale di seduta. Lo spread Btp/Bund a dieci anni viaggia a 129,25 punti base, in linea coi 129,90 di ieri. Secondo gli analisti, l’aumento di volatilità sull’azionario potrebbe comunque pesare sui differenziali tra i periferici e Berlino. I portafogli obbligazionari sono sensibili al rialzo dei tassi, dati le lunghe duration, i bassi rendimenti attuali e il restringimento degli spread sul credito. Le politiche espansive delle banche centrali hanno favorito l’aumento dei prezzi sia dei bond che delle azioni, combinazione insolita considerata la tradizionale scarsa correlazione tra le due asset classes. A detta degli esperti, nell’attuale scenario di crescita, azioni e bond non potranno continuare a muoversi nella stessa direzione, con i rendimenti obbligazionari che dovrebbero proseguire in questo trend rialzista. Uno dei principali driver del mercato resta il dibattito sul destino del Qe: ieri Draghi ha confermato gli acquisti di asset fino a settembre o oltre se necessario e tassi bassi a lungo. Il Tesoro greco ha deciso di rinviare il lancio del nuovo titolo di Stato a 7 anni alla luce dei ribassi dei mercati azionari: confermata comunque l’emissione nell’immediato futuro. (riproduzione riservata)