Nella giornata di oggi, i mercati obbligazionari trattano poco mossi, in attesa di nuove indicazioni sulla politica monetaria da parte della Federal Reserve e dalla Banca Centrale Europea. Fra i titoli governativi più rilevanti, il Bund decennale rimane stazionario sui valori della scorsa settimana, scambiando ad un tasso dello 0,346%, dopo il recente rally, mentre il rendimento sui Btp a medesima scadenza aumenta dal 2,11% al 2,145%, con lo spread fra i due titoli in allargamento di cinque punti base a 180. Invece in Usa, i T-bond a 10 anni trattano attorno al valore di apertura (tasso al 2,475%). La calma odierna è causata dall’assenza di notizie rilevanti e di dichiarazioni nel weekend, mentre le aspettative sul rialzo dei tassi Usa e sulla crescita dell’inflazione europea sono state scontate dal rally della settimana scorsa che ha toccato soprattutto i titoli americani e tedeschi: i prezzi attuali dei T-bond incorporano già il 98% delle probabilità di un rialzo del tasso e le parole di Yellen, intervenuta venerdì, hanno confermato le aspettative del mercato, indicando che solo dati improbabili sull’economia potrebbero portare la Fed ad un cambio di idea. Per questo il valore dei titoli di Stato non dovrebbe muoversi eccessivamente nei prossimi giorni. Altresì, gli analisti prevedono tre aumenti dei tassi nel 2017, a meno che l’apprezzamento del dollaro non divenga eccessivo o il Congresso non bocci la Trumpnomics. Invece, in Europa, gli investitori si focalizzano sulla riunione della Bce prevista per giovedì; tuttavia non è attesa alcuna modifica dell’attuale politica monetaria, per quanto la crescita economica sia una certezza. Infatti, Draghi insisterà nel mantenere il Qe, poiché l’inflazione core (0.9%) è ancora lontana dal target. (riproduzione riservata)