I mercati obbligazionari europei non riescono a rifiatare in seguito all’andamento negativo dei titoli governativi di ieri pomeriggio. Fra i paesi più rilevanti, si osservano valori vicini alla chiusura di ieri, con i rendimenti sui Bund decennali in leggero calo allo 0,431% e sui Btp a 10 anni al 2,352%, lasciando quasi invariato lo spread fra i due (191,9). L’assenza di un ribasso più marcato è motivata da più eventi concomitanti. Innanzitutto, si sono registrate pressioni a causa dell’operazione di concambio da parte del Tesoro italiano e delle aste di Oat e Bonos. A ciò si aggiunge che l’attenzione degli investitori si è immediatamente spostata sulle presidenziali francesi, rese più incerte dagli ultimi sondaggi secondo cui Le Pen ha accumulato un ulteriore punto di vantaggio su Macron (28% contro 25%); l’avvicinamento delle elezioni porterà una maggiore volatilità sui mercati. Infine, il membro della Bce Nowotny ha confuso ancor più gli investitori, asserendo che la Bce potrebbe rialzare i tassi prima di porre fine al Qe, nonostante ciò sia stato smentito nel recente meeting. Quindi, le parole di Nowotny non solo alimentano le indiscrezioni della settimana ma denotano anche un problema di comunicazione interno alla Bce. Ad aumentare le incertezze aiuta anche il G20, aperto oggi a Baden Baden, in cui il protezionismo sarà l’argomento fondamentale, con il mercato obbligazionario che potrebbe risentire di un (improbabile) andamento negativo del meeting. Invece, negli Usa, i tassi sui T-bond trattano in calo, con il decennale che si allontana ancor più dal 2,6%, calando al 2,489% (-5 pb rispetto a ieri). Infatti, i Treasury stanno invertendo la rotta dopo le tre settimane di rialzi (dal 2,3% al 2,6%) antecedenti alla decisione della Fed sui tassi. (riproduzione riservata)