Il Mef ha portato a termine con successo le aste di titoli di Stato previste per oggi, collocando 2,25 miliardi di Ctz al 2021 e 1 miliardo di Btpei indicizzati al 2028 e al 2041. I tassi sono scesi, in particolar modo sul Ctz, il cui rendimento in asta (0,431%) è calato di quasi 40 pb rispetto a un mese fa. In aumento il rapporto di copertura, con la domanda complessiva che si è attestata a circa 6 miliardi di euro, a fronte dei 3,25 miliardi di titoli offerti. In generale, l’asta di oggi ha registrato un ottimo risultato, grazie sia alla caccia di rendimenti favorita dal contesto di tassi negativi (rendimento di Bund, Bonos e Ot decennali su minimi record), sia alle aspettative degli operatori su nuovi stimoli da parte della Bce. Nonostante ciò, i titoli italiani difficilmente faranno progressi nei prossimi giorni, in vista del collocamento di Btp di giovedì e con l’incertezza legata alla procedura d’infrazione dell’Ue. Infatti, la Commissione europea ha ridiscusso oggi il caso Italia, decidendo di rimandare la questione alla prossima settimana (2 luglio a Strasburgo). Il rapporto complicato tra Roma e Bruxelles sta già pesando sullo spread Btp/Bund, che chiude poco mosso a 249,2 pb nonostante le parole del ministro dell’Economia Giovanni Tria, il quale non vede ostacoli per un accordo con l’Europa per evitare la procedura sul debito. Nel frattempo, la Germania ha collocato 3,986 miliardi di euro di Schatz a due anni, con un rendimento al -0,74%. L’emissione ha registrato domanda per soli 4,408 miliardi di euro, rispetto ad un ammontare offerto in asta di 5; pertanto, essa è da considerarsi tecnicamente scoperta. Lo Schatz aveva registrato il rendimento minimo storico nell’emissione del febbraio 2017 (-0,92%).