Continua il trend positivo dell’obbligazionario italiano che ha visto lo spread Btp/Bund contrarsi ulteriormente e chiudere, infatti, a 226,948 punti base rispetto ai 233,338 di giovedì.
Nello specifico, il rendimento del decennale italiano si attesta a quota 2,55 in contrazione (-2,78%) così come quello del Bund decennale, in continuo calo, a quota 0,28.
Per quanto riguarda i verbali dell’ultima riunione della Bce, gli economisti di Intesa Sanpaolo sostengono che: "suggeriscono una maggiore fiducia in un ritorno dell'inflazione verso l'obiettivo e un ampio accordo tra i membri del Consiglio per ridimensionare le misure non convenzionali. Tuttavia, una comunicazione prudente è ancora ritenuta appropriata. Continuiamo a pensare che il Consiglio vorrebbe eliminare anche il regime di tassi di interesse negativi, entro fine del 2019 o all'inizio del 2020".
Il focus, però, rimane sull’attività economica negli Stati Uniti: le ripercussioni sulla crescita globale, dovute ad un potenziale rallentamento dell’attività economica negli Stati Uniti, non sono trascurabili.
Per questo motivo, gli esperti sostengono che "la Bce potrebbe voler affrontare il potenziale rallentamento con qualche munizione in più".
Nel frattempo, Bnp Paribas si aspetta che la Banca Centrale Europea inizi ad alzare il tasso di interesse sui depositi nel settembre 2019.
A riguardo, Luigi Speranza sostiene che "formalmente la forward guidance della Bce sui tassi sia solo frutto di un'aspettativa e non rappresenti un impegno".
L’esperto, però, conclude affermando che sorprendere il mercato con una mossa anticipata, sarebbe molto costoso per la Bce in termini di credibilità.