Inizio di settimana teso in Germania: il ministro degli Interni Horst Seehofer (leader CSU), a causa dell'insoddisfazione sull'accordo di Bruxelles sottoscritto dal cancelliere Angela Merkel sul tema migranti, ha minacciato di dimettersi.
I mercati reagiscono con acquisti di titoli governativi tedeschi a fronte di una debolezza dei titoli di stato dei paesi periferici dell’Eurozona.
Il rendimento del Bund decennale, dopo questa serie di acquisti, chiude in parità a quota 0,30 , mentre quello italiano chiude in calo a 2,65.
Il differenziale di rendimento Btp/Bund, infine, chiude a quota 234,465 in calo di -1,875%.
Non arrivano buone notizie dal fronte macroeconomico dell’Eurozona: l'indice Pmi manifatturiero, elaborato da Ihs Markit, si è attestato a 54,9 punti, in calo dai 55,5 punti di Maggio.
Il dato è al di sotto del consenso degli economisti, fissato a quota 55 punti, e anche del dato preliminare.
"Il settore manifatturiero dell'Eurozona ha registrato, a Giugno, l'espansione più debole da un anno e mezzo e c'è la concreta possibilità che la crescita della produzione rallenti ulteriormente nei prossimi mesi", afferma Chris Williamson, capo economista di Ihs Markit.
L’esperto ha poi fatto notare che la crescita della produzione, dalla fine dello scorso anno ad ora, si è notevolmente indebolita e i nuovi ordini hanno riportato una contrazione ancora maggiore.
Le aziende, quindi, dovranno tenere sotto controllo la loro produzione, a meno che non ci sia una nuova espansione della domanda.
Infine, Williamson fa notare che "sono evidenti i segnali di come l'incertezza politica stia frenando l'ottimismo, fenomeno questo particolarmente evidente in Italia che, non a caso, è stata la nazione che a giugno si e' posizionata al penultimo posto, subito prima della Francia".