Il Consiglio direttivo della Bce, riunitosi questo pomeriggio, ha deciso di tagliare il tasso di interesse sui depositi di 10 pb al -0,50%, mentre quello sulle operazioni di rifinanziamento principali e quello sulle operazioni di rifinanziamento margine restano invariati ai livelli attuali rispettivamente dello 0% e dello 0,25%. La Bce si aspetta ora che i tassi di interesse restino pari o inferiori a quelli attuali fino a quando non vedrà le prospettive di inflazione convergere vicino al livello target del 2% che, secondo le previsioni del mercato, dovrebbe avvenire nel 2021 inoltrato. L’Istituto di Francoforte ha poi deciso di riavviare il quantitative easing a un ritmo mensile di 20 miliardi di euro a decorrere dal 1° novembre. Tali acquisti proseguiranno al fine di rafforzare l'impatto di accomodamento dei tassi ufficiali e che termineranno poco prima che verranno innalzati i tassi di riferimento della Bce. Il capitale rimborsato sui titoli verrà integralmente reinvestito nel quadro del programma di acquisto di attività per un prolungato periodo di tempo, al fine di mantenere condizioni di liquidità favorevoli ed un ampio grado di accomodamento monetario. Le modalità delle nuove operazioni di Tltro, ovvero le aste di liquidità, saranno poi modificate per preservare condizioni di prestito bancario favorevoli e per sostenere ulteriormente la posizione accomodante della politica monetaria. Tassi e spread sui titoli di Stato dell'Italia in netto calo, in risposta al nuovo pacchetto di stimoli varato dalla Bce: i rendimenti dei Btp a 10 anni si attestano all'0,88% e il differenziale Btp-Bund chiude a quota 138,456 pb, circa 15 pb in meno rispetto a prima degli annunci.