Nel giorno della BCE, nulla di particolare sui mercati obbligazionari. Lo spread Btp/Bund ha chiuso in leggero allargamento a 229,586 punti base, rispetto ai 227,123 della chiusura di ieri, e il decennale tedesco è rimasto sui valori di ieri, a ridosso dello 0,40% di rendimento. Il Consiglio direttivo della Bce ha deciso come atteso che i tassi di interesse rimarranno invariati, confermando inoltre la sua guidance sui tassi e sulle politiche monetarie non convenzionali, ovvero il programma Quantitative Easing. Il mercato non si attendeva novitá sostanziali dalla riunione di oggi, ma sperava in alcune indicazioni aggiuntive sul futuro dei tassi e sui dettagli della politica di reinvestimento post-Qe. Il presidente Draghi tuttavia non ha offerto precisazioni su nessuno dei due temi. La data del rialzo dei tassi è destinata a restare materia di speculazione. Secondo Anna Stupnytska, global economist di Fidelity International, la Bce resta "decisa a non alzare i tassi almeno fino a dicembre del prossimo anno". Gli analisti di Ing credono invece che il presidente della Bce Mario Draghi non voglia "entrare nei libri di storia come l'unico banchiere centrale a non aver mai alzato i tassi". Lo scenario base della banca olandese prevede infatti che la Banca Centrale Europea alzi i tassi a novembre del prossimo anni, in occasione del termine del mandato di Draghi. Il presidente della Bce "avrá due opportunitá per agire dopo l'estate del 2019", ricordano gli analisti. Stamattina il Tesoro ha inoltre collocato Ctz a due anni allo 0,647% e Btpei al 2028. Il titolo è stato richiesto per 2,049 miliardi e il Tesoro ha piazzato buoni per 1,25 miliardi con rendimento lordo pari all'1,55%, in salita dall'1,28% dell'asta precedente.