La Banca centrale europea, nella riunione tenutasi oggi a Vilnius, ha deciso che i tassi d’interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginali e sui depositi presso la Bce stessa rimarranno invariati, rispettivamente allo 0,00%, al -0,25% e al -0,40%. Inoltre, l’Istituto di Francoforte ha dichiarato che i tassi resteranno su livelli pari a quelli attuali per almeno sei mesi, fino alla prima metà del 2020. Per quanto riguarda i nuovi maxi finanziamenti agevolati alle banche (Tltro), il Consiglio direttivo ha deciso che queste, se ripresteranno i fondi ricevuti, potranno vedersi ridurre il tasso fino al -0,30%. La proroga del periodo di non rialzo dei tassi e i nuovi dettagli sui Tltro hanno deluso le aspettative degli investitori, i quali si aspettavano una maggiore determinazione da parte della Bce nel combattere il rallentamento della crescita economica. In seguito alla riunione del Consiglio direttivo, il presidente Mario Draghi si è detto pronto ad agire in caso di eventi avversi e ad adeguare tutti i suoi strumenti per assicurare che l’inflazione continui a muoversi verso il target. Gli ultimi dati macroeconomici segnalano una crescita leggermente più debole nel secondo e nel terzo trimestre di quest’anno, a causa della perdurante debolezza del commercio internazionale in un contesto di prolungate incertezze globali, che gravano in particolare sul manifatturiero. A causa di questi dati negativi e della delusione degli investitori dopo le dichiarazioni della Bce, i tassi di finanziamento del Bund e del Btp sono dapprima aumentati, per poi tornare ai livelli della chiusura di ieri (da segnalare il nuovo minimo storico per il Bund, al -0,239%); lo spread tra i due decennali ha chiuso poco mosso a 271 pb.