Il mercato obbligazionario italiano registra, questo giovedì, una seduta in rialzo, dopo la decisione della Bce di avviare il programma di tapering. Nel dettaglio, il Qe proseguirà all’attuale ritmo di 60 mld mensili fino a fine 2017. Da gennaio 2018, invece, gli acquisti netti di attività proseguiranno per altri nove mesi, con importo ridotto a 30 mld mensili. Tuttavia, se necessario, e in ogni caso finchè non ci sarà un aggiustamento durevole dell’evoluzione dei prezzi, coerente con l’inflazione target, “il Consiglio direttivo resta pronto a incrementare il programma di acquisti in termini di importo e/o durata”, come si evince dal comunicato di Francoforte. Inoltre, la Bce reinvestirà i proventi dei titoli in scadenza, detenuti nell’ambito del Qe, per un periodo di tempo prolungato, anche dopo la fine del programma stesso, e comunque finchè necessario. Sul fronte tassi, in linea con le attese, l’istituto di Francoforte li ha mantenuti invariati: in particolare, il tasso sui finanziamenti principali resta allo 0,00%, così come i tassi sui prestiti marginali e sui depositi, rispettivamente allo 0,25% e allo -0,40%. E’ probabile che i tassi di riferimento rimarranno sugli attuali minimi per un periodo di tempo prolungato, ben oltre la fine del Qe. Il Presidente Draghi, durante la conferenza stampa, ha sottolineato che Francoforte continuerà ad acquistare corporate bond. Nel frattempo, il tasso dei Btp decennali scende all’1,966% dal 2,038%, mentre il corrispondente benchmark tedesco è in calo allo 0,432%, dallo 0,482%. Lo spread Btp/Bund sul tratto decennale è in contrazione a 152,96 pb. Infine, sul fronte spagnolo, è probabile che Puigdemont annunci elezioni regionali per il 20 dicembre, in cambio della rinuncia di Madrid a commissariare la regione. (riproduzione riservata)