Brusca impennata del differenziale di rendimento Btp/Bund che tratta ora a 170,605 bps dopo che la BCE ha respinto la richiesta dell’Istituto di credito Monte dei Paschi, su esplicita richiesta del management della banca, di prorogare il termine per la ricapitalizzazione al 20 gennaio. La scadenza rimane infatti bloccata al 31 dicembre prossimo con il titolo che è stato ritirato dalle contrattazioni per eccesso di ribasso, dopo aver registrato forti ondate di vendite. Anche sul fronte rendimenti si nota un irrigidimento della curva, con il decennale italiano che rende il 2,053% rispetto al 2,007% della chiusura precedente. Identica situazione per i Treasuries americani, i cui rendimenti registrano degli aumenti riferibili a tutte le scadenze, con il decennale che rende ora il 2,418% rispetto al 2,389% della seduta di ieri. Sempre riguardo all’Italia, al via oggi le consultazioni da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il quale proverà in tutti i modi ad assicurare governabilità al paese prima delle prossime elezioni. Le dimissioni di Matteo Renzi hanno infatti innescato un periodo di ingovernabilità al quale è necessario porre al più presto rimedio. I listini azionari e il comparto obbligazionario hanno reagito molto bene nei giorni successivi alla vittoria del fronte del “NO”, anche se la situazione del comparto bancario italiano resta tuttora critica e per di più aggravata dalla crisi di governo. Molto probabile quindi un intervento del Tesoro durante il fine settimana, il quale potrebbe varare un decreto per consentire l’intervento pubblico per la ricapitalizzazione precauzionale degli Istituti in crisi. (riproduzione riservata)