Doveva essere l’argomento clou di questa giornata e così è stato. La Corte Costituzionale tedesca si è espressa sul QE della BCE in maniera controversa, creando incertezza sui mercati e allargando notevolmente lo spread, salito a 244,97 punti contro i 231,27 di ieri.
La CC tedesca ha evidenziato che, pur non violando il diritto di finanziamento monetario, il QE va oltre le competenze europee e che la Bundesbank potrebbe abbandonare il programma qualora entro tre mesi l’Eurotower non giustificasse la “proporzionalità” delle misure del proprio intervento.
Se la CC tedesca dovesse rivelarsi coerente, anche il QE pandemico potrebbe essere a rischio: punto chiave della sentenza è stato infatti il Capital Key con annessi limiti per ogni singolo stato emittente, nettamente in contrasto con la grande “flessibilità” che caratterizza invece il QE pandemico. E’ bene sottolineare però che è stata la stessa CC a negare qualsiasi correlazione tra le misure prese in esame oggi e quelle attuate alla luce dell’emergenza sanitaria.
Come già successo nel 2012 in materia di OMT, secondo molti analisti anche in questo caso la decisa opposizione della Germania potrebbe rivelare le debolezze potenzialmente fatali del sistema dell’Eurozona e diminuire notevolmente la propensione al rischio sui mercati.
Mentre in Italia accelerano le vendite sui BTP rispetto all’1,756% di inizio sessione, questa situazione mette ora la Germania di fronte a una prova di solidarietà nei confronti dei paesi più in difficoltà dell’UE: gli effetti della sentenza di oggi potrebbero creare scenari molto preoccupanti, essendo il programma più grande della BCE stato messo sotto accusa proprio dal paese che contribuisce economicamente di più alla zona Euro.