La seduta odierna è stata caratterizzata da una ritrovata propensione al rischio degli investitori alimentata dalla speranza del raggiungimento di un accordo sul fronte commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina. La domanda di asset rifugio si è notevolmente ridotta spingendo quindi al rialzo i rendimenti del Bund, e supportando il mercato azionario con l’Euro Stoxx50 in rialzo dello 0,80%.
Nello specifico il costo di finanziamento del decennale tedesco sale di 2 punti base allo 0,23%, mentre lo spread Btp/Bund chiude in allargamento a quota 272,424 punti base rispetto ai 268,308 della chiusura di ieri.
Nella giornata di oggi sono state lanciate numerose aste: il Belgio ha emesso 6 miliardi di euro di Olo a 10 anni allo 0,944% via sindacato; l'Olanda ha collocato 1,55 miliardi di euro di Dsl in scadenza a luglio 2023 con rendimento al -0,285% (range di emissione compreso tra 1,25 e 1,75 mld euro) ed infine la Germania, che ha collocato 398 milioni di euro di Bundei al 2030 con un rendimento al -0,83% e con rapporto di copertura solido a 1,9.
Sul fronte macro però le notizie che arrivano sono ancora preoccupanti. La produzione industriale in Germania e' scesa dell'1,9% a livello mensile a novembre e del 4,7% su base annuale, deludendo nettamente il consenso degli economisti. Inoltre l'output del comparto manifatturiero e' sceso dell'1,8% rispetto al mese precedente, mentre quello del settore costruzioni e' calato dell'1,7% m/m.
Male infine anche l'indice di fiducia economica nei Paesi dell'Eurozona che si e' attestato a dicembre a 107,3 punti rispetto ai 109,5 di novembre, sui minimi da gennaio del 2017. Anche in questo caso il dato ha deluso il consenso degli economisti fissato a quota 108,5 punti.