Nella giornata odierna, prosegue il calo degli spread dei titoli governativi europei decennali rispetto al Bund a medesima scadenza. Fra gli altri, si osserva il ritorno del differenziale con gli Oat sotto quota 60, in ribasso di oltre due punti rispetto a ieri, poiché la posizione di Macron rispetto a Le Pen continua a rafforzarsi ed una vittoria del candidato centrista al secondo turno sembra certa. Diminuisce ancor più lo spread Btp/Bund, ora a 176 bps (-5), ormai lontanissimo dai 200 punti della scorsa settimana, grazie all’attenuazione dei rischi europei e al credo comune che i valori attuali siano troppo elevati. Tuttavia la vera motivazione del calo generalizzato dello spread si riscontra nell’esplosione dei rendimenti sui Bund tedeschi, che oggi trattano allo 0,355% per il decennale, in netto rialzo rispetto allo 0,311% di ieri, raggiungendo il livello più elevato da due settimane. I Bund stanno ancora subendo l’influenza dei dati di mercoledì e giovedì sull’inflazione tedesca ed europea, con valori superiori rispetto alle attese. Nel contempo, pesa anche il ritorno alle cronache di un probabile rialzo dei tassi Usa a marzo, quando ormai sembrava essere posticipato. Ovviamente, i titoli tedeschi subiscono la situazione in modo maggiore in quanto obbligazioni dal basso rendimento. Invece, negli Usa i rendimenti sui T-bond si assestano sui livelli di ieri in una giornata in cui il focus degli investitori si concentra sul discorso di stasera del presidente della Fed Yellen, da cui sono attese indicazioni sulle decisioni relative ai tassi, dopo che molti componenti del Fomc si sono espressi a favore di un aumento; proprio ieri il governatore Brainard ha cambiato opinione, sostenendo che la Fed dovrà alzarli “molto presto”. (riproduzione riservata)